La nostra storia

L’era un lunedì mattina e il codino d’oro (ovvero Roberto Baggio) aveva fatto vincere la Fiorentina.

S’era tutti allegri a Firenze e la voglia di ridere e di scherzare ’un ci mancava, poiché gool ha fatto Ramon (Ramón Díaz).

Ovvìa che ogni tanto si gode anche noi!
L’era le cinque di mattina, s’era già lavorato quattro ore ma ’un s’era stanchi e si rideva, e io e lo Schubert, no il compositore, lui ’un faceva il fornaio ma gli garbava la musica classica, le operette, la Fiorentina, il chiosco degli sportivi, la Curva Ferrovia (anche se diceva che non vedeva tanto) ma l’era sempre lì ogni domenica e mi portava anche me che ormai avevo più passione di lui.

Con qu’i’ basco sulla testa, quello c’era anche il 15 d’agosto, i’ cicchino finito appoggiato sul labbro sinistro e lo stecchino masticato per non fumare un treno di sigarette. “Oggi si compra la bandiera nova – disse – Quando capita di rivincere così!”

La gita (significato: i produttori di pane anche per altri negozi, supermercati, ecc.) l’era pronta e arriva Roberto U… un omo di una sessantacinquina d’anni che nella vita era affezionato a due: Nello e Nella, ovvero Nella St… e Nello Bellei che era un driver italiano di cavalli da trotto. “Vai Nello vai vinci anch’oggi…”
E la Nella la su’ mamma.

Quella mattina s’era in forma tutti e due, io e lo Schubert, e appena arrivò Roberto si cominciò a pigliarlo per le mele. “Oh – e disse – ma ’un vu smettete stamani di pigliarmi per le mele?!”

La cosa andava avanti da una quindicina di minuti finché poi andò a consegnare il primo carico di pane e di briosce. Poi tornò nel preparare il secondo viaggio e io insistevo: “O che bell’omo tu sei stamani!”

Alla fine mi disse: “Ma che lo sai di chi sono figlio io? Io sono i’ figliolo della Nella. Nella, l’ultima metrès di via dell’Amorino. Ovvero son figliol di troia. Quindi abbozzala!”

La cosa all’inizio mi aveva dato imbarazzo e se l’avevo offeso mi dispiaceva… Poi parte per il secondo viaggio mentre io ero imbarazzatissimo non sapendo se ridere e se se l’avesse presa a male.

Mi dispiaceva: “E ora che reazione avrà…” I minuti ’un passavano, lui ’un tornava. Erano minuti interminabili… Poi eccolo sbucare dalla curva. Canta, ride e fuma una sigaretta e poi era lui a pigliar per le mele me…

“Bene – dissi – Da oggi anche io sono figlio di troia (povera Anna!)” E così quando capita dico che “c’ho la mamma maiala” e la gente mi guarda, chi stupita, chi incuriosita. E chi la conosce dice: “Vaia grullo!” Però i figlior di troia ’un moian mai!

Poi decisi: “Quando aprirò qualcosa di caratteristico fiorentino, lo chiamerò proprio così: Casa della Nella. La casa degli appuntamenti… del mangiare”.

Ora dovrò inventare un piatto con la pasticca blu per farsi sentire più suuuu!! E vaiiii!! Intanto mangia il piatto di alto godimento e cerca di non imbrattarti tanto le mani, poi i’ piatto blu forse l’invento! Bai bai!!

Noi siamo Fiorentini, icché tu ci vuoi fare??
Ci piace un monte ridere e ci garba anche scherzare
Siamo amanti della Viola, ci piace bestemmiare
Così… senza peccato: ci viene a intercalare! ’un si vuol far di male…

Ci piace i’ vino bono, ci garba naturale
Ci piace stare allegri e pigliacci pe’ le mele
E poi mangiar panini con trippa o lampredotto
E dopo ribollita e giù d’un altro gotto…

La pappa l’è squisita, il lesso l’è rifatto: magari è Francesino
E allora icché tu ne dici d’un bello spezzatino?
La braciola è con l’acciuga e pure co’ i’ capperino
Il prosciutto l’è tirato e pronto per benino…

Icché t’aspetti? Vieni e mettiti a sedere e qualcosa tocca anche a te
Perché in questa Firenze ci si sente come dei re
Di cose ce n’è tante, di gente ancor di più
Scegli la strada giusta lo dicea anche Pelù

Il conte l’è Mascetti, la supercazzola gliè lì
La Teresina ce l’ha Marasco e ci manca molto sì
La strada è quella giusta, passaci anche tu
Vieni a Casa della Nella e godi sempre di più!!

Il nostro cuoco

Massimo Cortini

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